Storia vera, di appena ieri.

targapersonale

Sul cluster appare per l’ennesima volta la base antartica 8T2BH in 17 metri che solitamente non arriva ed è sempre autospottata dall’operatore con la speranza che qualcuno lo ascolti.
Resto all’ascolto, ma so che come sempre non lo sentirò mentre un HA8xx fa finta di collegarlo, dopo un po’ sulla stessa frequenza un GI3SG chiede se la frequenza è libera e non avendo risposta alcuna, comincia ad effettuare le sue chiamate. Dopo la terza chiamata arriva un segnalone locale con antenna a SUD ed è convinto di chiamare la stazione dell’Antartide e qui comincia il teatrino. QSO poco chiaro per ambedue i radioamatori, e da adesso riporto in italiano i vari passaggi:
IZ5 : INDIA ZULU FAIV xxx, INDIA ZANZIBAR FAIV xxx
GI3 : xxx AVANTI PER IL QSO QUI GI3SG
IZ5 : GRAZIE GRAZIE DEL QSO IL TUO RAPPORTO 5/7, IL MIO NOME E’ XXXXXX
GI3 : OK, XXXXXX, IL MIO NOME E’MARTIN, IL TUO RAPPORTO E’ 5/5, MA RIPETIMI IL PREFISSO
IZ5 : OK, GRAZIE DEL QSO, 73 DA FIRENZE
I5OYY : TI HA CHIESTO DI RIPETERE IL PREFISSO
IZ5 : OK, IL MIO PREFISSO JN53xx, RIPETO JN53xx
GI3 : NON RICEVO, xxx PER FAVORE RIPETIMI IL PREFISSO
I5OYY : MA NON IL LOCATORE, VUOLE CHE TU RIPETA IL PREFISSO
IZ5 : OK, OK, QRM, IL MIO PREFISSO E’ 055, RIPETO 055 FIRENZE
I5OYY : MA NO, IL PREFISSO DEL TUO NOMINATIVO………
IZ5 : OK, OK, 8T2BH QRM , IL MIO PREFISSO E’ IZ5, IZ5xxx, GRAZIE DEL QSO
GI3 : GRAZIE QSL, QSO A LOG, IZ5xxx DE GI3SG…..CQ DX CQ DX CQ DX GI3SG CQ……..
I5OYY : PUOI VENIRE 5 SOTTO ?
IZ5 : SI, OK
I5OYY : SCUSA XXXXXX SE TI HO DISTURBATO, MA CHI HAI COLLEGATO ?
IZ5 : LA STAZIONE ANTARTICA 8T2BH
I5OYY : MA SEI SICURO ? A ME SEMBRAVA UN NORD IRLANDESE
IZ5 : NO, SON SICURO, MI SONO ALZATO ADESSO MA SUL CLUSTER LO HANNO SPOTTATO PIU’ VOLTE
I5OYY : IO HO ASCOLTATO GI3SG, PROVA A CONTROLLARE IL CLUSTER
IZ5 : PORCA MISERIA HAI RAGIONE, SARA’ MEGLIO CHE TORNI A LETTO

Non chiedetemi chi è questo nostro collega, non ve lo dirò mai, ma credetemi, è tutto vero.

73 de Danio, I5OYY

La Lima Abetone 2011

“Ma chi me lo ha fatto fare?!”
E’ la domanda che mi pongo tutte le volte che la domenica mattina quando mi alzo ad orari lavorativi. Ed anche stamattina, vero le sei, me la sono posta. Mi consola che anche la signora si è alzata con me ma per altra gara in altro luogo.
Ci siamo guardati in faccia con gli occhi abbottonati ed abbiamo riadocchiato il letto. La tentazione era forte, la carne debole, ma lo spirito ha avuto il sopravvento e siamo partiti. Ognuno per la sua strada, saluti e baci!
Come tutte le volte che mi prestano la macchina iniziano le parolacce. La chiave non funziona, fusibili bruciati, serbatoio vuoto, insomma, more solito, debbo fare un tagliando completo prima di salire, mi arrabbio ma debbo subire, non ho tempo.
Finalmente accendo la radio e, strano funziona subito, strano, molto strano! Di solito dovrei avere un paio di problemi anche con quella per essere nella media. Comunque si parte!
Verso Agliana Gabriele mi chiama e mi dice di andare con lui. Cosa debbo dirvi, risparmio un po’ di benzina per cui accetto più che volentieri. La sezione glie ne renderà merito, anche il mio stremato borsellino.
Durante il viaggio si parlotta del più e del meno, in modo particolare della sezione e dei programmi futuri. Insomma un colloquio di “ordinaria follia” circa le nostre idee e su cosa fare. Nel frattempo il pilota, che con una mano risponde al telefono (viva voce), con l’altra parla alla radio mentre con le altre due guida, raccatta altri due pellegrini via radio che si recano alla nostra meta. Tra una chiacchiera e l’altra arriviamo a La lima dove ci aspetta l’addetto con le istruzioni per la giornata. Il posto, conosciutissimo, non è particolarmente bello ma comunque parcheggiamo e scendiamo.
Cosa vi debbo dire, era la prima volta che un parroco, con forte accento straniero, mi intimava di liberare il parcheggio per i fedeli che dovevano assistere alla funzione religiosa. Vincendo la tentazione demoniaca che mi istigava a peccare mi sono accodato al coro di tutti noi al fine di tranquillizzarlo. Nel giro di cinque minuti siamo ripartiti liberando la piazza per i fedeli.
Con la coda dell’occhio destro, quello maligno (quando trapasserò sicuramente lui andrà all’inferno!), adocchio la porta della chiesa dove giungevano le numerose persone, ben sei mature e arzille signore…. a piedi!
Tralasciando l’intermezzo arrivo a destinazione e vengo scaricato su di una curva dove troneggiava il cartello “sette”. La mia postazione.
Avete presente un deserto? Più o meno la stessa sensazione solo che ero in una montagna desolata per cui, trovato il posto migliore dove potevo ammirare la strada voluta dall’arciduca Leopoldo e mi accomodo sulla pietra più comoda infrattata tra le fresche frasche di un faggio e attendo al fresco.
Passa una mezzoretta durante la quale ho avuto il tempo di meditare sui profondi temi della vita (un sonnellino appoggiato al tronco dell’albero) fino a che non è arrivato il commissario. Un cenno di saluto e mi rimetto a meditare quando, vista la buona posizione cala dal monte un gregge di baldi giovani che mi circonda. Peccato, stavo bene da solo!
Comunque la compagnia si accampa ed approfitta della mia radio (e senza pagare il canone) per le notizie sulla corsa.
Finalmente si parte, passano i primi concorrenti poi improvvisamente non passa più nessuno. Dalla radio scopro che alcuni avevano gradito fermarsi al primo tornate (mi sembra vi fosse un rivenditore di porchetta) bloccando la strada per cui… gara ferma fino alla rimozione coatta dei mezzi oramai ridotti a… quarti. Nulla di serio.
Passa un’altra mezzoretta con il sottofondo sonoro sopra descritto e la gara riparte.
Tutto tranquillo fino alla fine. Bella gara, alcune belle macchine e anche qualche bravo pilota.
Finita la performance mi gusto il pranzo costituto da un pezzo di pizza fredda (produzione propria) e ben due pesche, mezze acerbe come piacciono a me, I N T E R E!
Nel frattempo mi telefona la signora che mi descrive il suo pranzo al termine della sua gara:
– Crostini di affettati vari;
– Tris di primi con sughi vari;
– Tagliata di cinta senese;
– Crostata di mele con crema pasticcera;
– Frutta di stagione;
– Vino chianti “barricato”
– Caffè e ammazzacaffè.
Inutile dire che non l’ho invidiata neanche un po’. Lei seduta ad una tavola servita e riverita mentre io, seduto su di una morbidissima e comodissima pietra con un pezzo di eccellente gelida pizza sotto un cielo plumbeo. Molto meglio la mia posizione! Neanche un paragone!
Terminato il pranzo si attende la seconda parte della gara con il solito concertino già menzionato quando, visto che me lo aveva promesso, il cielo inizia a fare i suoi bisognini.
Ora le persone accorte, visto il luogo e la stagione, si sarebbero muniti di ombrelli, teli e varie. Io che accorto non sono, mi ero portato un impermeabilino senza cappuccio, ottimo per lo scooter quando c’è il casco ma un po’ meno per le gite in montagna a piedi. Fortunatamente il commissario era previdente ed aveva un ombrellone. Ho chiesto asilo politico, anzi, sarebbe stato meglio dire che glielo ho imposto per cui…. mi è andata bene!
Nel frattempo la nota “compagnia del porcello” si arrangiava, recuperando chi sa dove, un cartello pubblicitario ed adattandolo a tettoia. Anche a loro è andata bene.
Fortunatamente dopo poco la gara iniziava e la pioggia terminava. Tutto liscio come l’olio e compito svolto velocemente. La gara era finita!
In attesa del taxi che mi avrebbe riportato alla base, avendo un certo languorino, approfitto del luogo per brucare qualche fragola mezza acerba.
Mai stati in Irlanda? No? Male! Vedere come la capre irlandesi si arrampicano lungo scogliere da brivido per brucare la stenta erbetta avrebbe reso molto bene la mia posizione. L’unica differenza era che loro sotto avevano il mare mentre io avevo un mare … di auto che passavano velocemente.
Comunque anche la merenda era rimediata.
Quindi… finalmente a casa!
Dopo un po’ è giunta anche la signora. Anche lei ha brucato fragoline di bosco raccolte in apposito fragolaio, quindi ciliegie ben mature, tre pesche colte dall’albero e altre cosette.
La signora non sa cosa si è persa! Il risultato è che la sera lei non ha cenato, io si! Poveretta!

Pavalli & Pappagoni – parte 2

Sembra che poco a poco si riesca a far luce su questo fenomeno della natura, per adesso grazie al contributo visivo di un videoamatore ornitologo.
Infatti, rispondendo all'appello della L.I.I.B. (legaitalianaintercettazionebari), il fortunato ornitologo videoamatore, è riuscito a filmare uno spezzone di vita dei Pappagalli e dei Pavoni, in occasione della fase migratoria di volatili provenienti dall'isola africana di Annobon (leggi 3C0).
Nel filmato si vedono e si sentono Pappagalli e Pavoni che, al passaggio dei migratori, iniziano a imitarsi in dialetto regionale parlato, a voce alta, appunto per farsi sentire. Con tutto questo vociferare i migratori sono disorientati, cambiano più volte rotta e tipo di volo, ma alla fine, come i cetacei che si spiaggiano per il disorientamento, loro sbattono nelle antenne e cadono rovinosamente a terra.
A questo punto lo stupore! Pappagalli e Pavoni subiscono una mutazione genetica incredibilmente rapida, trasformandosi in Pavalli e Pappagoni, dopodichè, con atteggiamento famelico, si gettano sui poveri migratori, ma invece di mangiarseli, li spennano. Le penne "trafugate" saranno poi ripulite, corrette, ridipinte e conservate gelosamente per farne buon uso al momento opportuno, cioè quello della foto di gruppo, quando loro, che nel frattempo sono tornati a essere Pappagalli e Pavoni, se le saranno incollate addosso come se fossero proprie, oltrechè vere.
Finita la migrazione tutto sembra essere tornato alla normalità, a parte qualche tempesta magnetica provocata dal polverone causato dalla caduta di numerose code di paglia trasportate dal forte vento.
Questo fatto, accaduto in centro Italia, ha suscitato curiosità, occhi sbarrati e orecchie offese di coloro che hanno assistito alla proiezione, ma è oramai certo che il fenomeno è presente sia al Nord che al Sud, isole comprese, anche se per adesso non ci sono notizie verificabili e credibili, ma solo voci di corridoio.
Un tale comportamento è da identificarsi nella nobile arte della caccia, con la differenza che questa è da considerarsi un tipo di caccia illegale, cioè di frodo, tanto da suscitare le proteste di Accicaccia e Accipicchia, col conseguente interessamento del Ministero degli Animali e dell'ARRL ( la lega dei cacciatori nordamericani ).
Comunque, polemiche a parte e passate le tempeste magnetiche, sono stati visti i Pappagalli e i Pavoni che, per mantenersi sani e sempre in forma, praticano lo sport di moda nel Paese dei Balocchi, la famosa arrampicata sugli specchi.
Per adesso è tutto, ma chi avesse notizie in merito, si può mettere in contatto con la L.I.I.B. sul sito Internet http://www.legaitalianaintercettazionebari.com

73 de I5OYY Smile

Pavoni e Pappagalli – parte1

Tanto tempo fa circolava voce che nel centro Italia, precisamente in Toscana, erano stati ascoltati dei pappagalli che facevano il verso ai pavoni, emettendo dei suoni simili al codice Morse e a volte suoni molto simili a quello delle telescriventi, vale a dire l'attuale RTTY. Si diceva anche di uno strano sortilegio grazie al quale, ogni volta che il pavone veniva imitato dal pappagallo, al pavone crescesse una piuma in più. Qualcuno racconta di quando alcuni pavoni hanno provato a imitare i pappagalli e sembra che ci siano riusciti, però non c'era la certezza che ai pappagalli crescesse una penna in più, forse perchè il pappagallo è un pennuto meno nobile del pavone.

Tanto tempo è passato, ma quella che si riteneva fosse solo una leggenda metropolitana, si è riaffacciata in modo quasi violento, tanto da invadere l'etere con degli schiamazzi e rumori bestiali. Ebbene si, adesso si ascolta benissimo il pappagallo che imita il pavone con il suono del codice Morse e dell'RTTY, ma da non credere è l'ardore con il quale imita la voce, potente e insistente, direi sgradevole da ascoltare, ma presente, specialmente quando la Toscana è sorvolata da pennuti migratori provenienti da Kermadek (leggi ZL8), remota isola del sud Pacifico , o da quelli provenienti dall'isola di Peter 1° in Antartide (leggi 3Y0) e da quelli che arrivano dall'isola messicana di Socorro, nel Pacifico (leggi XF4).

Il mondo scientifico e gli ornitologi sono in fermento, vogliono sapere, scoprire, documentare e conoscere, per capire il PERCHE' di questo strano comportamento. Che legame c'è tra pappagalli e pavoni, due specie di pennuti molto diverse tra di loro? Come mai ultimamente sono stati riconosciuti dei pavoni con le penne da pappagallo e dei pappagalli con le piume del pavone? Forse se le sono scambiate? Qualche voce autorevole sostiene che le penne e le piume fuori posto, sono posticce, false, roba da BARI (da non confondere con il capoluogo pugliese). A questo punto sembra che le due specie si possano incrociare, formando i PAPPAGONI e i PAVALLI , pennuti di media taglia, maleodoranti e antipatici, senza penne o piume colorate, completamente spennati, orribili da guardare o ascoltare, specialmente quando tentano invano di aprire la ruota.

Dal vociferare che si sente in aria, sembra che il fenomeno abbia varcato i confini regionali, si dice di pappagalli che imitano pavoni per conto terzi, tipo un pavone della Liguria che vuol convincere un pappagallo del Lazio a imitare un pavone del Veneto, o un pappagallo della Toscana che ha imitato un grosso pavone della Lombardia durante una gara di gorgheggio in RTTY, infatti sembra sia abbastanza semplice imitare col Morse e l'RTTY, ma i più bravi riescono a imitare anche in dialetto regionale parlato.
Chi fosse in possesso di foto, registrazioni, avvistamenti o ascolti interessanti, si può mettere in contatto con la L.I.I.B. sul sito www.legaitalianaintercettazionebari.com

73 de I5OYY Smile